La cartapesta

Gli enormi pupi che ammiriamo nelle sere di carnevale, sono frutto di giorni e giorni di lavoro di decine doperatori.
Il pupo si realizza utilizzando creta e gesso (per le forme dei visi e per tutte le parti più rifinite), ferro e, soprattutto, quintali di carta.
I maestri realizzano inizialmente una forma in creta che viene poi ricoperta di gesso.
Una volta ottenuto lo stampo in gesso del testone, questo viene bagnato con olio o sapone liquido e poi ricoperto, da pazientissimi operatori, con vari strati di minuscoli pezzi di carta, incollati singolarmente con la colla di farina. Per distinguere uno strato dallaltro si utilizza carta di diversi colori. Molto utile risulta, quindi, la "Gazzetta dello Sport" o il "Sole 24 ore" perché di un colore diverso dagli altri quotidiani.
Una volta completato il riempimento, si inserisce la forma in forni artigianali costruiti con cartoni, polistirolo e stufe. Una forma grande può asciugarsi anche in vari giorni. "Tirare" la carta dalla forma prima del tempo porta a risultati non ottimali, modificando parecchio le sagome e appiattendole. Una forma piatta è detta, dai realizzatori degli altri carri concorrenti, "peddiche", cioè focaccia. Per chi le realizza, invece, le forme sono sempre capolavori artistici dotati di misure e proporzioni classiche. Una volta estratta la forma si compiono le ultime modifiche e si distribuisce uno strato di "carta cemento" (cioè quella dei sacchi di cemento) che rifinisce e protegge il pupo dalle intemperie.
Ma non di sole forme vive il carro! Parecchi corpi di pupi sono, infatti, costruiti modellando il ferro, ricoprendolo con il cartoncino e con vari strati di carta e carta cemento.
Ora il lavoro è pronto per essere dipinto. Prima si stende una mano di bianco e poi si passa alla colorazione vera e propria. Si stende, infine, una mano di vernice lucida, che protegge definitivamente lopera anche da piogge insistenti, ma che altera colori.
In altri carnevali, dove i carri si conservano in capannoni, si utilizza, invece un lucido ad acqua, che rende i colori più naturali, ma non protegge dalle intemperie.