I CAPANNONI

Se il carnevale nasce 45 anni fa, non da meno sentiamo circolare la voce dell’imminente costruzione di capannoni, dotati d’ogni comfort, per la gioia di tutti i carristi!

L’annoso problema, infatti, ha sempre suscitato l’interesse d’innumerevoli politici locali, sia poco prima le sfilate sia, soprattutto, poco prima… le elezioni.

Il problema, al di la' delle chiacchiere, è più serio di quanto sembri. La mancanza di strutture atte a costruire i carri è stata la condanna di tutti i carristi da sempre.

Trovare un locale è divenuto un’impresa e, oggi, a causa delle dimensioni dei carri, è una cosa quasi impossibile. Ci si è spostati da piccoli garage in paese, a locali abbandonati in periferia, soprattutto sulla via per Crispiano o per Parco di Guerra.

Questo riduce moltissimo la partecipazione durante la lavorazione, soprattutto dei più piccoli, per ovvi problemi di spostamento ed anche per il freddo.

Molti locali sono inoltre inadatti alla realizzazione dell’opera, soprattutto se hanno porte troppo piccole e, se qualche carrista non sa fare bene i conti, il gioco è fatto. Non sembrino assurdi gli aneddoti che narrano di pensiline in cemento o muri, buttati giù per tirare fuori qualche testone… un po’ troppo grande. Prassi normale vista l’inarrestabile corsa a carri sempre più mastodontici.

Il locale, in ogni caso, non contiene mai il carrello che è la parte più ingombrante del carro e, soprattutto, non sezionabile. Si è, per questo, costretti a costruirlo nell’ultima settimana prima di carnevale e, visto che, per fortuna, ogni anno in quella settimana piove, si ha l’usanza di rifarlo almeno tre volte con gran gaudio dei collaboratori!

Altri carnevali hanno delle strutture che offrono la possibilità di ospitare l’intero carro anche dopo il montaggio, un sogno se pensiamo che i nostri lavori sono sempre esposti alle intemperie, che, spesso, distruggono l’opera prima della sfilata del martedì. Un buon finale per tanti mesi di lavoro!

Il sogno dei capannoni ha ispirato più di un carro allegorico tra cui "L’illusione continuerà" (1995; F.lli Bruno e Mimmo Fumarola), "Dal romanzo di Alessandro Manzoni ecco a voi i promessi capannoni" (1994; F.lli Bruno e Mimmo Fumarola" e "Dateci spazio" (1994; Festa e D’Aniello).

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